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Tu dietro al vetro di un bar impersonale, 
seduto a un tavolo da poeta francese, 
con la tua solita faccia aperta ai dubbi 
e un po' di rosso routine dentro al bicchiere: 
pensai di entrare per stare assieme a bere 
e a chiaccherare di nubi... 

lui abita da solo e divide la vita 
tra il lavoro, versi inutili e la routine d' un bicchiere: 
soffiasse davvero quel vento di scirocco 
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare 
dietro alla faccia abusata delle cose, 
nei labirinti oscuri della case, 
dietro allo specchio segreto d' ogni viso, 
dentro di noi.

Lui che offrì la faccia al vento,
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo


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mercoledì 20 settembre 2017

Fondo pensione integrativo Generali, opinioni e se conviene

Posted By: stefano rodinò - settembre 20, 2017
Ecco la nostra guida al fondo pensione Generali. Oggigiorno la necessità di crearsi un futuro stabile è sempre più evidente, soprattutto per i giovani lavoratori la cui pensione pubblica arriva a coprire meno del 50% dell’ultimo reddito. Prevenire tale problematica il prima possibile, iniziando a costruirsi autonomamente una pensione integrativa, è sicuramente utilissimo per garantirsi una “vecchiaia” serena dal punto di vista economico.

Ma come scegliere la migliore soluzione di pensione complementare? Generali scende in campo con il suo fondo pensione offrendo a dipendenti, autonomi e liberi professionisti la possibilità di scegliere la formula che meglio si adatta alle singole esigenze e necessità.

Cosa prevede il Fondo pensione Generali

Generali propone ben 3 piani di investimento dedicati ai lavoratori che stanno cercando la migliore soluzione di pensione integrativa, affinchè essi possano scegliere in tutta tranquillità quello più idoneo. Vediamo quali sono e come funziona ognuno di essi:

  • Genera Futuro 
  • Generali Global 
  • Valore pensione

Fondo pensione Genera Futuro di Generali

Il primo piano di investimento di Generali, denominato Genera Futuro, è di tipo individuale e consente di accumulare un capitale con cui costruire la pensione futura. Aderendo a Genera Futuro è possibile, inoltre, scegliere quando e quanto versare, optando tra 4 linee di investimento differenti tra loro per propensione al rischio o intervallo temporale che separa dal pensionamento. Anche la scelta del tipo di rendita desiderata è varia, infatti, questo piano di investimento prevede:
Fondo pensioni Generali conviene?
  • Rendita a proprio favore 
  • Reversibilità verso un proprio caro 
  • Rendita controassicurata 
  • Rendita raddoppiata in caso di non autosufficienza. 
Genera Futuro, infine, consente di richiedere anticipazioni del capitale accumulato secondo le modalità previste dalla legge.

Leggi anche: Fondo Pensione Poste - Fondo pensione Unicredit - Fondo Integrativo BBC

Generali Global caratteristiche e se conviene

Generali Global è un fondo pensione aperto a contribuzione che prevede sia adesioni individuali che collettive. L’adesione a Generali Global su base individuale si rivolge soprattutto ai lavoratori autonomi, offrendo loro il beneficio di costruirsi una pensione aggiuntiva a quella pubblica. Su base collettiva, invece, è rivolta ai lavoratori dipendenti, i quali possono realizzare una pensione complementare canalizzando nel fondo pensione il proprio tfr, il proprio contributo e quello dell’azienda. Il Fondo pensione Generali Global prevede 5 comparti di investimento fra cui scegliere in base alle proprie esigenze e prestazioni quali il riscatto e l’anticipazione per motivi sanitari e spese correlate alla prima abitazione o personali.

Valore Pensione, caratteristiche e opinioni

Terminiamo con l’ultimo dei piani di investimento previsti dal fondo pensione Generali, ovvero, quello denominato Valore pensione. Si tratta di un piano individuale assicurativo le cui prestazioni previdenziali sono determinate in funzione dei contributi versati dall'aderente. Anche aderendo a Valore Pensione è possibile scegliere fra 4 comparti di investimento con gestioni diverse, ognuno pronto a soddisfare ogni singola necessità e bisogno. Grazie ad esso, inoltre, è consentita la scelta tra due formule di rendita vitalizia: 

  • Per se stessi 
  • Reversibile a favore di un caro
Per tutti i clienti con età inferiore ai 40 anni sono previste ulteriori agevolazioni. Grazie al fondo pensione Generali la libertà di scelta del piano di investimento è davvero varia, senza contare i vantaggi fiscali che da esso ne derivano. Un agente è sempre a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti in merito, ma è possibile reperire ulteriori informazioni sul sito ufficiale stesso e fare un preventivo online grazie agli strumenti messi a disposizione. Avete ancora dubbi? Scriveteci nei commenti sottostanti e se volete venite a trovarci sulla nostra pagina facebook!

Detrazione e franchigia per spese mediche 2017 nel 730 o Unico

Posted By: stefano rodinò - settembre 20, 2017
La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto non poche novità per quanto riguarda la detrazione delle spese mediche nel modello 730 o Unico dei redditi, oggi disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate già precompilata. Il contribuente, come saprete, ha infatti la possibilità di scaricare dalle proprie tasse le spese sanitarie sostenute per visite mediche, ospedali, SSN, etc. nell’anno 2015, sia per se stesso che per il coniuge o familiare a carico e non a carico e per disabili. Ma quali sono le franchigie? E come si può fare? Ecco la nostra guida completa.

Detrazione per spese mediche 2016: franchigia e quadro per compilazione


Fermo restando che soltanto determinate spese mediche sono detraibili, ovvero, quelle riconosciute per legge, la relativa detrazione è possibile nella misura del 19% Irpef per una spesa superiore a 129,11 euro (franchigia). In pratica se avete speso meno di 129,11 euro non potrete chiedere detrazioni dal 730 per il 2016. Le stesse, quest’anno, vengono inserite direttamente dall’Agenzia delle Entrate nel nuovo modello 730 precompilato oppure indicate dal contribuente nel modello cartaceo al rigo da E1/E5.  Per quanto riguarda i familiari non a carico è possibile portare in detrazione un massimo di spesa pari a 6197,48, indicando totalmente l’importo (senza togliere la franchigia).

Detrazione per spese mediche 2017: quali le novità nel 730 o unico?


Dal 2016 tutte le strutture mediche pubbliche e private hanno l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate ed entro il 28 febbraio, tutti i dati relativi alle spese sanitarie dei contribuenti tramite il sistema tessera sanitaria.  Tali informazioni permetteranno all’Ente di determinare il totale complessivo di tutte le spese mediche detraibili e di riportarle nel 730, facilitando così l'inserimento nella dichiarazione dei redditi.

Detrazione per spese mediche 2017:  controllare le spese sanitarie inserite nel modello 730 

Ogni singolo contribuente ha la possibilità di controllare le spese sanitarie inserite dall’Agenzia delle Entrate nel modello precompilato, accedendo al sito e cliccando nell’apposita sezione.  Per fare ciò, però, è necessario che sia in possesso di un codice Pin, da richiedere sia online che telefonicamente (848800444) oppure rivolgendosi direttamente agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate con un documento di identità. Il modello precompilato 730, ricordiamolo, sarà disponibile entro il prossimo 15 aprile, mentre la sua scadenza di trasmissione è fissata al 7 luglio 2017.

Detrazione per spese mediche 2017: come evitare che i dati di spesa sanitaria vengano inseriti nel 730 online

Il contribuente ha diritto ad opporsi all’utilizzazione dei propri dati di spese mediche da parte dell’Agenzia delle Entrate per la precompilazione del 730 in diversi modi. Il primo è quello di non comunicare il proprio codice fiscale a chi emette scontrino . Il secondo facendo annotare sulla fattura medica il diritto di opposizione (per le spese sostenute a partire da quest’anno) . Infine Opponendosi ad ogni singola spesa sanitaria dal 1° al 28 febbraio, tramite accesso all’area sistema tessera sanitaria.

Sono detraibili, infine, anche le spese veterinarie relativamente ai costi di medicinali acquistati per animali domestici e che svolgono attività sportive e nella misura di 387, 34 euro, sempre tenendo conto della franchigia imposta (129,11 euro). Se avete altri dubbi scriveteci nei commenti o contattateci su facebook!

Orari controllo medico mutua per malattia: fasce orarie previste per dipendenti pubblici e privati

Posted By: stefano rodinò - settembre 20, 2017
Orari controllo medico, entra in vigore la nuova normativa Inps che regola le modalità secondo le quali il datore di lavoro può procedere al controllo medico nei confronti dei lavoratori che richiedono lo stato di mutua per  malattia. E’ facoltà dello stesso, quindi, richiedere all’Ente il servizio di controllo dello stato di salute dei propri dipendenti anche per via telematica ed a partire dal primo giorno di malattia. Ecco tutti gli orari per evitare di incorrere in sanzioni

Come richiedere la visita fiscale

Usufruendo del servizio online messo a disposizione dall’Inps, il datore di lavoro richiede il controllo fiscale del/i dipendenti che si dichiarano in malattia anche per un giorno soltanto. Una volta inviata la richiesta, il sistema elabora un numero di protocollo che gli permette di sapere in tempo reale lo stato di avanzamento della visita medica fino al suo esito. Come anzidetto il dipendente, a differenza di prima, può ricevere la visita fiscale sin dal primo giorno in cui si è dichiarato in malattia.

Orari controllo medico mutua per malattia: le fasce per i dipendenti pubblici

A seconda della tipologia di lavoratori, sono previste determinate fasce orarie per il controllo medico in cui essi devono obbligatoriamente farsi trovare presso il domicilio comunicato all’inizio della malattia. Qualora l’Asl e la Pubblica Amministrazione, addetti al controllo medico, constatino l’assenza del dipendente negli orari stabiliti, lo stesso può incorrere in sanzioni e/o provvedimenti disciplinari se non presenta valida giustificazione per la sua assenza. La fascia oraria per i dipendenti pubblici riguarda:
  • Statali 
  • Personale scolastico 
  • Insegnanti 
  • Militari 
  • Polizia di Stato 
  • Vigili del Fuoco 
  • Asl 
  • Enti locali
Gli orari del controllo medico della mutua per malattia stabiliti per la visita fiscale sono: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00 tutti i giorni, compresi il sabato, la domenica, i prefestivi ed i festivi, Natale, Capodanno, Pasqua e le altre feste nazionali. Ad oggi i dipendenti pubblici sono gli unici a poter beneficiare dell’esenzione dall'obbligo di rispettare le suddette fasce orarie in caso di malattia, per le seguenti motivazioni:  Patologie gravi, Infortunio sul lavoro Inail, Malattie professionali per cui è stata riconosciuta la causa di servizio, Stati patologici legati a situazioni di invalidità riconosciuta.

Orario controllo medico mutua per malattia: le fasce per i dipendenti privati

controllo medico fasce orarie
Anche i dipendenti privati e nello specifico: Operai, Dipendenti del commercio e Dipendenti TLC  sono obbligati a rispettare le seguenti fasce orarie di controllo medico della mutua durante le quali può essere effettuata la visita per malattia: dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,00 tutti i giorni, prefestivi, festivi e feste compresi.

In questi orari l’Inps o il datore di lavoro possono effettuare una visita medica fiscale presso il domicilio indicato dal lavoratore al momento della dichiarazione d’inizio della malattia, che è tenuto a farsi trovare. Al momento per il settore privato non è prevista esenzione dall’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie stabilite, ma presto entrerà in vigore.

Orario controllo medico mutua per malattia: le fasce per i dipendenti Asl, SSN, infermieri e medici

Per i dipendenti appartenenti all’Asl, SSn, Ospedali, il datore di lavoro che intende richiedere visita fiscale, deve farlo attraverso specifica richiesta da inoltrare all’Ufficio Visite Fiscali della Medicina Legale competente per distretto territoriale. Le fasce orarie previste sono: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00 tutti i giorni, compresi festivi e non lavorativi. Per ricevere le nostre news, potete iscrivervi alla newsletter qui sotto!

lunedì 21 agosto 2017

Calcolo quote ereditarie, come fare e il calcolatore online

Posted By: stefano rodinò - agosto 21, 2017

L’eredità è un problema di non poco conto, soprattutto quando i beni da dividere sono ingenti ed altrettanto alto è il numero dei legittimi eredi. Premesso che le quote ereditarie sono fissate tassativamente dal codice civile, vediamo quale sia il modo più semplice per calcolare le effettive spartizioni del patrimonio caduto in successione, aiutandovi a capire meglio come fare e fornendovi al fondo un calcolatore apposito per semplificare il tutto.

Calcolo Quote ereditarie: i gradi di parentela


Un fattore da tenere in considerazione nel calcolo delle quote ereditarie riguarda i gradi di parentela, che stabilisce l’effettiva tipologia di legame familiare con il deceduto:
  • Genitore e figlio = 1° grado 
  • Fratello – nonno – nipote (figlio di figlio) = 2° grado 
  • Zio e nipote (figlio di fratello) = 3° grado 
  • Cugino diretto = 4° grado 
  • Figlio di primo cugino = 5° grado 
  • Figlio di secondo cugino = 6°.

Quote ereditarie in caso esistenza del testamento


Se il de cuis ha lasciato disposizioni testamentarie, i legittimi ereditari del patrimonio sono soltanto: 
  • Coniuge 
  • Figlio 
  • Ascendenti se mancano i figli. 
Una cosa da tener presente, quando vi un testamento, è che nello stesso non possono essere diseredati i parenti più prossimi, per cui è necessario rispettare la cosiddetta quota di legittima, ovvero quella percentuale di eredità che spetta per legge ai parenti più prossimi, nonostante non siano rientrati nelle volontà testamentarie del deceduto. Questo vuol dire che gli eredi legittimari hanno diritto ad impugnare il testamento qualora ritengano di non aver ricevuto la suddetta quota di legittima. Chi fa testamento, quindi, può decidere a chi lasciare solo parte del suo patrimonio (quota disponibile) ed anche in questo caso sono compresi gli eredi legittimari.

Quote ereditarie senza testamento


In caso di mancato testamento, la normativa in questione stabilisce che siano gli eredi legittimi a dover beneficiare dei lasciti, ovvero: 
  • Coniuge 
  • Figli 
  • Ascendenti e fratelli in mancanza di figli 
  • Altri parenti (entro il 6° grado) in mancanza di tutti gli altri. 
Se si verifica il caso di premorienza di un erede, infine, la quota ereditaria a lui spettante va divisa in parti uguali tra i parenti più prossimi di grado. Speriamo di avervi sciolto alcuni dubbi con la nostra piccola guida sul calcolo delle quote ereditarie.

Vi lasciamo qui di seguito come promesso un apposito calcolatore molto semplice e utile che vi serverà per il calcolo delle quote ereditare! Se vi è stato utile lasciateci un mi piace o un +1, grazie mille!

Quando vado in Pensione? Calcolo pensione INPS 2017 per lavoratori pubblici e autonomi e tabelle

Posted By: stefano rodinò - agosto 21, 2017
Da tempo molti lavoratori si chiedono "Quando vado in Pensione?" e come faccio a calcolare la mia Pensione Inps? Per aiutarvi a trovare una risposta a questi quesiti abbiamo creato questa guida che si bassa sulle tabelle ufficiali del sito INPS (non sempre facilmente scovabili girando sul sito ufficiale). Inoltre online è possibile trovare diversi calcolatori che inserendo i vostri dati anagrafici e contributivi potranno fare una stima della vostra data di pensionamento, sia che voi siate lavoratori pubblici che privati o autonomi. Ad esempio ne trovate uno ben fatto e molto semplice da utilizzare a questa pagina del sito irpef.info.

Quando vado in pensione? Ecco le tabelle del sito INPS per il calcolo

Il primo caso che prendiamo in esame è quello che riguarda la pensione dei dipendenti pubblici. In questo caso la pensione di vecchiaia per Uomini e donne si può ottenere al raggiungimento dei 66 anni e 3 mesi di età e con almeno 20 anni di contributi versati e donne – nel  2015 con 66 anni e 3 mesi di età (con almeno 20 anni di contributi). Nella tabella seguente ini e donne – nel  2015 con 66 anni e 3 mesi di età (con almeno 20 anni di contributi). La tabella qui affianco può esser ingrandita semplicemente cliccandoci sopra, e di l'età di uscita per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici. Per la tabella completa clicca qui per andare sul sito INPS

Per quanto riguarda invece la pensione anticipata per dipendenti pubblici, ecco quando potete andare in pensione secondo il calcolo Inps e le nuove regole dettate dalla riforma Fornero durante il Governo Monti. Per le donne l'accesso nel 2015 avviene con 42 anni e 6 mesi di contributi, mentre per Uomini e donne assunti dal 1/1/1996 in possesso di anzianità contributiva minima di 20 anni e importo minimo  pari  2,8 volte l’assegno sociale nel 2015 l'accesso è con con 63 anni e 7 mesi di età. La tabella completa la trovate qui ed è scaricabile in Pdf, e prosegue oltre la nostra sottostante, che si ferma al 2035.
clicca per ingrandire

Calcolo Pensione INPS per automi, quando si va in pensione?

Oltre ai dipendenti pubblici, vediamo ora le tabelle INPS che riguardano i lavoratori autonomi che vogliono sapere quando potranno accedere alla pensione di vecchiaia e anticipata. Per le donne si va nel 2015 con 64 anni e 9 mesi di età, mentre per gli uomini l'uscita è a 66 anni e 3 mesi di età. In entrambi i casi sono cessari un minimo di 20 anni di contributi versati. La tabella completa fino al 2050 è sul sito INPS qui. La nostra tabella a destra si può ingrandire come tutte le altre cliccandoci sopra. Sul sito si legge anche che "I requisiti anagrafici saranno comunque adeguati sulla base dell’aumento della speranza di vita anche successivamente al 2050. In ogni caso i requisiti effettivi risulteranno determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base dell’aumento della speranza di vita accertato a consuntivo dall’Istat".

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Per quanto riguarda invece la Pensione anticipata per i lavoratori e le lavoratrici autonome il calcolo Insp è diverso. Per sapere quando andare in pensione potete fare riferimento all'ultima tabella dell'articolo che troverete qui sotto. Per le donne sono necessari 41 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini uno in più, in attesa che si possa sbloccare il problema dei lavoratori precoci che da tempo tiene banco in aula e in commissione lavoro alla camera. L'aspettativa di vita ha aumentato ancora di 4 mesi i requisiti (prima erano 42 e 6 mesi), tranne per particolari categorie disagiate e che sono precoci, che potranno uscire con quota 41 a partire dal 1 maggio 2017.


Aggiornamento sui precoci in legge di stabilità 2017, quando vanno in pensione?

In questi giorni Governo e Sindacato stanno discutendo sulle misure da introdurre nella legge di stabilità 2017 per i precoci. Ci sono spiragli per la quota 41 per alcune categorie di lavoratori, ma non per tutti. Vi aggiorneremo quando ci sarà l'ufficialità e sapremo chi potrà uscire a quota 41.

Se l'articolo vi è stato utile e avete scoperto quando andare in pensione, potete ringraziarci semplicemente lasciando un mi piace o un +1 sui nostri social e se volete restare sempre aggiornati potete anche cliccare sulla nostra pagina facebook e mettere un mi piace! Vi aspettiamo numerosi, non mancate!
Clicca l'immagine per Ingrandire

Voucher INPS 2017: attivazione, lavoro domestico, cosa sono e come funzionano

Posted By: stefano rodinò - agosto 21, 2017
I voucher INPS 2016, meglio noti come buoni di lavoro, sono stati introdotti dal Dlgs n.81/2015 entrato in vigore lo scorso giugno 2015, grazie al quale è stato disciplinato più dettagliatamente il lavoro accessorio, con particolare riguardo alla sua compatibilità e cumulabilità con le prestazioni di sostegno al reddito. In particolare, l’articolo 48 del suddetto Decreto prevede che prestazioni di lavoro accessorio possano essere rese in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 7 mila euro netti di compenso per anno civile, anche in caso di lavoro domestico.

Cosa sono i voucher  INPS 2016 e come si attivano

I voucher INPS vengono erogati dall’Inps e sono dei metodi di pagamento erogati per lavori occasionali e discontinui, nonché per prestazioni di lavoro accessorie (quelle che non sono regolamentate dal classico contratto di lavoro). Essi possono essere:
  • Cartacei 
  • Telematici 
I voucher lavoro cartacei vengono consegnati dal datore di lavoro al lavoratore, il quale può incassarli presso un ufficio postale entro 2 anni dalla sua emissione;

Quelli telematici, invece sono Voucher erogati dall’INPS attraverso una carta magnetica (Inps Card) intestata al prestatore d’opera oppure con bonifico domiciliato che si potrà incassare presso gli uffici di Poste Italiane. I voucher lavoro sono acquistati dal datore di lavoro, che deve comunicare all’INPS l’inizio del lavoro.

Come funzionano i Voucher INPS 2017? Chi può esser pagato?

I voucher lavoro sono disponibili in vari tagli: 
Voucher lavoro domestico
  • 10 euro 
  • 20 euro 
  • 50 euro 
Per ognuno di essi il lavoratore incasserà rispettivamente, 7,50 euro, 15 euro e 37,50 euro, in quanto vengono detratti i contributi Inps (13%), l’assicurazione Inail (7%), gestione servizio Inps (5%).

Possono essere pagati con i buoni lavoro INPS: studenti universitari o che prestano opera lavorativa in vacanza e nei fine settimana, pensionati, lavoratori part – time, inoccupati e disoccupati, extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito.

I soggetti che possono pagare i prestatori d’opera in via discontinua accessoria od occasionale sono: le famiglie, imprese familiari, imprenditori agricoli, committenti pubblici, imprenditori operanti in tutti i settori, soggetti non imprenditori.

Chi decide di assumere e retribuire con i voucher lavoro INPS 2016 può acquistarli presso gli uffici postali, le banche, i tabaccai oppure online ed a seconda del luogo o metodo acquisto, è tenuto ad utilizzare una diversa procedura di attivazione degli stessi. I buoni, inoltre, devono essere attivati prima che il lavoratore inizi a lavorare.

Ricordiamo, infine, che il limite di pagamento dei voucher INPS 2016 sono fissati a 7 mila euro netti e nella misura di 2020, 00 euro netti da uno stesso committente, mentre per chi riceve già qualche forma di sostegno al reddito, il suddetto limite scende a 3 mila euro netti. Per tutti gli aggiornamenti, potete seguirci anche sulla nostra pagina facebook! Grazie! E se avete domande commentate pure nei commenti qui di seguito, dicendoci la vostra opinione.

domenica 30 luglio 2017

Contributi colf e badanti 2017: quando e quanto versare e assunzione, la guida

Posted By: stefano rodinò - luglio 30, 2017
Contributi Colf e Badanti, quello che c'è da sapere. Attualmente la legge impone a chiunque assuma colf e badanti per prestare servizio presso di loro, che siano regolarmente assicurate al fine di poter loro garantire una pensione futura, gli assegni familiari, la copertura sugli infortuni, l’indennità di malattia e così via, tutti diritti che vengono riconosciuti alle altre tipologie di lavoratori dipendenti.

Modalità di assunzione di colf e badanti


L’assicurazione deve essere fatta presso l’Inps, Ente a cui va denunciata l’assunzione di colf e badanti, anche per via telematica, collegandosi al sito ed inserendo il Pin personale. Eseguita la procedura di assunzione il datore di lavoro riceverà direttamente a domicilio i relativi bollettini di conto corrente, che utilizzerà per procedere al pagamento dei relativi contributi per colf. Nel caso in cui vengano assunte colf e badanti pensionate o straniere, rimane comunque immutato l’obbligo di versare i contributi.

Contributi colf e badanti per il 2017: quanto e quando versare


Il calcolo dei contributi di colf e badanti dipende dalla loro retribuzione e dal numero di ore lavorative effettuate. E’ indispensabile, però, tenere sempre ben presenti alcuni fattori:
  • Lo stipendio orario della collaboratrice viene calcolato tenendo conto anche della tredicesima; 
  • Alla retribuzione di badanti e colf su cui sono determinati i contributi da versare, vanno aggiunti anche i valori convenzionali di alcuni benefici (vitto e alloggio); 
  • Il conteggio esatto delle ore lavorative effettuate dalla dipendente in un trimestre, parte dalla domenica iniziale fino all’ultimo sabato del trimestre stesso; 
  • Per i contratti a tempo determinato è previsto un ulteriore versamento pari all’1,40% (finanziamento Aspi). 

Tabelle colf e badanti 2017


E’ possibile consultare le relative tabelle per conoscere gli importi del contributo orario per l’anno in corso, stilate tenendo conto anche della retribuzione senza contributo addizionale per colf e badanti assunte a tempo indeterminato o indeterminato in sostituzione di lavoratori assenti.

Il versamento dei contributi di colf e badanti va effettuato ogni trimestre, secondo il seguente schema:
  • 1° trimestre – dal 1° al 10 aprile 
  • 2° trimestre – dal 1° al 10 luglio 
  • 3° trimestre – dal 1° al 10 ottobre 
  • 4° trimestre – dal 1° al gennaio. 

In caso si ritardi nel versamento dei contributi, viene applicata una sanzione pecuniaria, secondo il tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo fino ad un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Si ricordi, infine, che nel momento in cui il rapporto di lavoro termina, i contributi devono essere versati entro i dieci giorni successivi alla sua cessazione. Per eventuali dubbi scriveteci nei commenti sottostanti! Iscrivetevi alla newsletter qui a fianco per esser sempre aggiornati!

venerdì 24 marzo 2017

Fondo Pensione Cometa per metalmeccanici: cos'è, quanto costa e rendimento

Posted By: stefano rodinò - marzo 24, 2017
Cos'è il Fondo Pensioni Cometa? La risposta è molto semplice, è un fondo pensione nazionale complementare per tutti i lavoratori del settore metalmeccanico, delle installazione di impianti e anche di tutti quei settori affini promossi da Federmeccanica, Assistal e Fim, Fiom, Uilm, Fismic. Lo scopo di Cometa è ovviamente quello di poter assicurare a questi lavoratori un integrazione aggiuntiva alla pensione offerta attualmente dal sistema previdenziale statale. Ad oggi è il più importante fondo pensione italiano, con oltre 430mila iscritti. Vediamo di seguito tutti i dettagli e le principali informazioni che potrebbero esservi utili se volete aprire un fondo come questo. Per qualsiasi dubbio, scriveteci!

Fondo Pensione Cometa, cos'è e come funziona

Vediamo subito quali sono le caratteristiche principali di questo fondo pensione e quali sono i vantaggi nel sottoscriverlo. Bisogna dire subito che il fondo è libero e volontario e sarà necessario fare richiesta per poter aderire. E' un fondo a capitalizzazione individuale, questo significa che ogni lavoratore avrà una sua posizione dove confluiranno tutti i versamenti fatti a suo nome.

Come funziona il Fondo Pensione Cometa? Una volta sottoscritta la domanda e aderito verrà conferito al fondo il proprio TFR (a scelta se il 40% o il 100% se il lavoro è antecedente al 28/04/1993, in misura fissa del 100% se la prima occupazione è successiva a questa data). Si potrà poi versare un contributo individuale prelevato direttamente dalla busta paga in misura scelta dal lavoratore (può anche essere pari a 0). Infine vi è un contributo del datore di lavoro se il versamento individuale del lavoratore è pari o superiore alla percentuale minima prevista dagli accordi tra le parti (che è l'1,2%). Ecco di seguito una tabella riassuntiva:
Versamenti minimi a Cometa
Lavoratori occupati dopo il 28.04.1993100%1,20%*1,20%*
Lavoratori già occupati al 28.04.1993 (3)40%1,20%*1,20%*
Apprendisti assunti dopo il 01.03.2006100%1,50%*1,50%*







Leggi anche: Fondo Pensione Poste - Fondo pensione Unicredit - Fondo Integrativo BBC

Fondo Pensione Cometa per metalmeccanici: tassazione - vantaggi

Per quanto riguarda la tassazione del Fondo pensione Cometa, è disciplinata da diversi decreti legislativi e si applicheranno diversi regimi in base alla data in cui si è maturato il montante per cui viene richiesta la prestazione. Chi è intenzionato ad aprire ora un fondo Cometa, applicherà  la normativa fiscale in vigore da gennaio 2007 prevista dal D.Lgs.252/05. Per ulteriori informazioni ecco il pdf con tutti i dettagli.

Nella tabella qui affianco tratta dal corriere della Sera potete vedere i rendimenti del 2013 e dei primi 9 mesi del 2014, per farvi un idea se vi conviene o meno investire su questo fondo pensione. Va ricordato che i vantaggi fiscali sono diversi, come il fatto che i contributi versati durante l'accumulo sono deducibili dal reddito fino al valore di 5.164,57 euro. Inoltre i rendimenti maturati sono tassati con un aliquota agevolata, inferiore a quella del 26% applicata per gli investimenti di natura finanziaria (mediamente si aggira intorno al 15-20% in base al tipo di fondo).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi rimandiamo al sito ufficiale, se pensate che l'articolo sia interessante vi preghiamo di commentarlo qui sotto, mettere un mi piace o condividerlo sui vostri social network preferiti! Grazie! Non dimenticatevi che se volete potete anche iscrivervi alla nostra newsletter ed esser sempre aggiornati, abbiamo bisogno del vostro supporto!

giovedì 12 gennaio 2017

Isee 2017 calcolo, modelli e a cosa serve: la guida finale e info

Posted By: stefano rodinò - gennaio 12, 2017
Parliamo oggi dell’Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente) è uno strumento che serve a definire la fase economica delle famiglie; grazie ad esso, inoltre, è possibile usufruire di prestazioni sanitarie e di godere dei servizi di utilità pubblica a condizioni agevolate. L’Isee serve anche per calcolare le varie spese (asilo, università, mensa scolastica, rateizzazione delle cartelle equitalia, etc.).

Come calcolare l’Isee

Per il calcolo dell’Isee è necessario inserire i redditi percepiti nell’ultimo anno, sia da lavoro dipendente che da prestazioni di altro genere, inviare il tutto all’Inps che provvederà a riformulare i dati ricevuti e ad aggiornarli attraverso i parametri già in suo possesso, mantenendo inalterato l’indicatore della situazione patrimoniale.

Isee 2017: cosa cambia

Con il modello Isee 2017 non è più necessario produrre un’autocertificazione dei propri dati, in quanto già in possesso dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Anagrafe Tributaria; in tal modo, infatti, l’Ente previdenziale incrociando le varie banche dati, non lascerà spazio a coloro i quali cercano di nascondere elementi importanti per ottenere un’Isee più basso. Fra le novità vi è anche l’introduzione della Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) mini, un’autocertificazione che consente di ottenere l’Isee e fornire i dati importanti riguardanti lo stato del nucleo familiare. Esso serve anche per richiedere il bonus bebè o stabilire l’importo del nuovo assegno di disoccupazione Asdi.
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Come si presenta il nuovo Isee 2017

Il nuovo Isee 2017 è costituito da sei modelli, ognuno studiato per una specifica esigenza:
  1. Isee corrente – possibilità di certificare i redditi reali al momento della presentazione della certificazione; 
  2. Isee ordinario – si tiene conto di tutti i membri presenti nello stato di famiglia, al fine di ottenere agevolazioni fiscali a livello locale e per le prestazioni sociali; 
  3. Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi – viene considerata la situazione economica del genitore non convivente; 
  4. Isee università – stabilisce la misura delle tasse universitarie e tiene conto dei redditi del nucleo familiare anche per studenti non inclusi nello stato di famiglia; 
  5. Isee sociosanitario residenze – prende in considerazione i redditi dei figli del beneficiario, anche se non inclusi nel nucleo familiare ed è utile per il ricovero di persone non autosufficienti; 
  6. Isee sociosanitario – accesso facilitato alle prestazioni di assistenza a domicilio per persone non autosufficienti o disabili. 

Documenti Necessari per Isee 2017

Riportiamo di seguito anche  tutti i documenti necessari per l'ISEE 2017. Per elaborare il modello è necessario presentare al Caf diversi documenti anagrafici, immobiliari e di reddito. Essendo una lista piuttosto lunga, vi lasciamo qui un link per scaricare un comodissimo PDF stampabile con l'elenco dettagliato di tutto quello serve, redatto dalla CISL di Bologna: PDF CON TUTTI I DOCUMENTI.
L’Inps, infine, impiega circa dieci giorni per rilasciare il calcolo dell’Isee al richiedente, a partire dalla raccolta dei dati. Se avete dubbi o domande chiedete pure nei commenti sottostanti! Vi risponderemo appena possibile! E se volete iscrivetevi alla newsletter qui a fianco per esser sempre aggiornati o lasciate un mi piace sulla nostra pagina facebook.

Se avete ancora dubbi sull'isee contattateci tramite la nostra pagina Facebook "ultime Pensioni" e vi risponderemo!

Bonus Bebè Inps 2017 per neomamme e retta asilo: requisiti, moduli, come ottenerlo

Posted By: stefano rodinò - gennaio 12, 2017
Le mamme con figli possono accedere a due contributi stanziati dal Governo, il Bonus Bebè Inps per il 2016 e il contributo per il pagamento della retta asilo. Vediamo nel dettaglio i requisiti e i moduli necessari per poter fare domanda ed ottenere queste agevolazioni, con la nostra guida. E' importante ricordare che il voucher baby Sitting lascia alle madri la possibilità di decidere se utilizzarlo per pagare la retta di un asilo o una baby sitter. Entriamo ora nel dettaglio per queste due agevolazioni a favore delle neomamme.

Bonus Bebè INPS 2017 per neomamme: requisiti e moduli

Domanda per Bonus Bebè Inps
Il Bonus bebè INPS 2016 vale per tutti i nati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Come spiegato nel dettaglio con la circolare INPS n. 93 dell'8 maggio 2015 la modalità per presentare la domanda è in via telematica e la data di scadenza entro cui va fatta. Per tutti i bambini nati entro il 27 maggio 2015, la presentazione dovrà avvenire entro e non oltre il 27 luglio 2015. Per quanto riguarda i requisiti necessari per fare richiesta, nella Gazzetta Ufficiale n. 83 del 10 aprile 2015 si legge che è necessari come requisito (anche per mantenere il bonus bebè negli anni successivi alla richiesta) che non si superi il limite di reddito di 25.000 euro e per i nuclei più poveri a 7.000 euro di reddito ai fini ISEE 2015. "Tale soglia reddituale va considerata come somma dei redditi dei genitori e riferito all'anno solare precedente a quello della nascita del bambino beneficiario dell'assegno. Il predetto limite di reddito, non è previsto a partire dal quinto figlio in poi".

Bonus Bebè INPS: quanto si riceve? A quanto ammonta il Bonus Bebè? 960 euro all' anno che saranno erogati mensilmente dall'INPS (quindi 80 euro al mese) per chi non supera i 25mila euro. 160 euro al mese per chi non supera i 7000 di Isee. 

Dove fare domanda per il Bonus bebè 2016? Grazie al codice PIN dell'INPS i moduli per la domanda e la domanda stessa possono esser presentati online, in alternativa ci si può recare presso Caf e Patronati o intermediari abilitati che provvederanno a compilare il modello di domanda e trasmetterlo online all'Istituto.

Dove posso scaricare il modulo da compilare? Basterà andare sul sito internet dell'INPS e poi seguire il seguente percorso cliccando su su accedi ai servizi ->Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito-> Assegno di natalità – Bonus bebè.

Dove presento la domanda per il Bonus bebè? Avete tre possibili strade: se effettuata Online basterà accedere al sito INPS con PIN dispositivo, in alternativa via telefono chiamando il numero verde 803.164 per chi chiama da rete fissa o allo 06 164.164 per chi chiama da cellulare, oppure attraverso Patronati e CAF.

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Voucher baby Sitting per Neomamme e Retta Asilo: un' agevolazione

Come anticipato in apertura, ricordiamo anche che è possibile fare richiesta per un voucher all'INPS che permetterà di ricevere un contributo per pagare la retta asilo o una baby sitter. Questa opportunità è concessa a tutte le mamme che decideranno di rinunciare al congedo parentale e di tornare a lavoro dopo la maternità. Il contributo erogato dall'INPS sarà di 600 euro per le madri iscritte alla gestione separata per la durata di tre mesi, o di 600 euro per la durata di sei mesi negli altri casi. Quando viene effettuata la richiesta per il bonus all'INPS deve esser indicata la scelta tra le due opzioni disponibili (retta asilo o baby sitter) e va allegato il documento di rinuncia al congedo parentale. La domanda va presentata entro gli 11 mesi successivi al congedo di maternità.

Presto aggiorneremo l'articolo con tutte le novità sul nuovo bonus bebè di cui si sta parlando a maggio 2016. Restate con noi! Vi ricordiamo che per esser aggiornati su questi ed altri temi, potete sempre iscrivervi gratuitamente alla nostra newsletter! Non riceverete spam, ma solo le nostre news migliori!

venerdì 25 novembre 2016

Simulazione calcolo pensione INPS online 2016: guida completa al servizio 'La mia Pensione'

Posted By: stefano rodinò - novembre 25, 2016
Da circa un mese è attivo un servizio di simulazione per il calcolo della Pensione INPS, che l'istituto ha messo a disposizione per i lavoratori. Nell'arco del primo mese di vita questo servizio online ha già raggiunto circa un milione di accessi, ottenendo un grande successo. "La mia Pensione" sostituisce di fatto la busta arancione e permetterà presto a tutti i lavoratori di calcolare la propria pensione basandosi su tre fattori: l'età del soggetto, la storia lavorativa e la retribuzione. Vediamo allora la nostra breve guida per sapere chi può accedere al servizio, come fare, e quali requisiti sono richiesti. Vi ricordiamo anche che dal 1 agosto 2015 ci sarà un rimborso per i pensionati dopo la sentenza della consulta che ha annullato il blocco dell'adeguamento. Con il nostro calcolatore potrete sapere quanto vi verrà elargito.

Simulazione Calcolo Pensione INPS 2015: come accedere al servizio

Per accedere al calcolo della Pensione INPS 2015, basterà recarsi sul sito ufficiale e seguire il percorso Home > Servizi > La Mia Pensione. Potete anche accedere al servizio direttamente cliccando qui. C'è da sottolineare che al momento non tutti possono già effettuare la propria simulazione di calcolo pensionistico, e per il momento il calcolo è accessibile per I lavoratori con contribuzione versata al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri), e alla Gestione separata. Dal 1 giugno potranno accedervi tutti coloro di queste categorie che hanno 50 anni o meno, mentre dal 1 luglio il servizio sarà esteso anche a chi è sopra i 50 anni di età.

Dal 2016 il servizio verrà esteso a tutti e reso disponibile anche per dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps, e appena ci saranno ulteriori novità aggiorneremo questo articolo spiegandovi tutto.

Calcolo Pensione Inps grazie al servizio La Mia Pensione: serve il PIN

Il servizio lanciato a maggio dall' INPS permette di poter fare diverse cose all'utente, ma per accedervi ricordiamo che è necessario essere in possesso del PIN dell'INPS. Se non siete in possesso del Pin, può essere richiesto online andando in questa sezione del sito ufficiale. Una volta attivato e ottenuto il PIN potrete comodamente da casa:
  • Controllare tutti i vostri contributi versati fino ad oggi all'INPS e segnalare all'istituto eventuali periodi mancanti
  • Calcolare la data esatta della Pensione e quando maturerete i requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia
  • Calcolare l'importo della vostra Pensione, con una stima a prescindere dall'inflazione
Se l'articolo vi è stato utile e e vi è piaciuto lasciateci un mi piace sulla nostra pagina facebook! Per ulteriori dubbi, scriveteci pure nei commenti sottostanti e vi risponderemo appena possibile!

Come aprire un Caf: requisiti, guadagni e cosa fare, anche in franchising

Posted By: stefano rodinò - novembre 25, 2016
Un’attività che può essere presa in considerazione per poter lavorare e guadagnare discretamente può essere quella di aprire un Caf, naturalmente, sempre se si è in possesso di specifici requisiti che essa richiede, oltre che a tanta voglia e competenza. Vediamo allora la guida su come aprire un caf, i requisiti e i guadagni possibili per chi ha deciso di mettersi in gioco con questa attività, in proprio o in franchising.

Cosa è un Caf e come si apre?

In tutte le città esistono ormai i Caf, ovvero, centri di assistenza fiscale a cui le persone possono rivolgersi per risolvere problemi o ricevere assistenza in merito a tutto ciò che riguarda il fisco. Esso, infatti, aiuta i contribuenti a redigere la dichiarazione dei redditi, l’Isee, il Red ed altro ancora. Ogni Caf è in possesso di un’autorizzazione all'iscrizione all’albo nazionale dei Caf tenuto presso il Ministero delle Finanze ed è molto utile anche per ottenere informazioni riguardanti bonus fiscali o straordinari, social card, agevolazioni e così via.

Per usufruire dei servizi del Caf, inoltre, non è previsto alcun costo per l’invio dei modelli precompilati dai richiedenti, mentre per la compilazione deve essere corrisposta una cifra che varia se si è in possesso di una tessera di iscrizione e che comunque può essere visionata sul listino presente in ogni sede.

Come aprire un Caf: requisiti e modalità

Sicuramente aprire un Caf non è una cosa che può esser fatta da chiunque, ma soltanto da precise categorie di lavoratori e, più nello specifico da:
  • Associazioni sindacali istituite da almeno 10 anni 
  • Associazioni di lavoratori che abbiano almeno 50 mila aderenti 
  • Commercialisti e consulenti del lavoro con partita iva. 

Inoltre, è importante sapere che per iniziare a svolgere l’attività di assistenza fiscale è necessaria un’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Al fine di ottenere la suddetta autorizzazione, gli interessati sono tenuti a presentare un’istanza alla Direzione Regionale in cui comunicano i dati identificati delle sede operative, dei responsabili all’assistenza fiscale, dei soci del Caf, dei componenti il Consiglio di amministrazione, i dati della polizza assicurativa. Se la domanda ottiene riscontro positivo, il Caf viene iscritto nel rispettivo Albo (Caf-dipendenti o Caf-imprese).

Come Aprire un Caf: quali vantaggi e guadagni

Sicuramente chi decide di aprire un Caf, avendo i requisiti su indicati, ritiene che esso possa essere fonte di buoni guadagni; in effetti, gli introiti derivanti da tale attività dipendono principalmente dalla mole di lavoro che si riesce a sostenere e dalle pratiche che vengono effettivamente portate a termine.

Sicuramente dopo esservi chiesti come aprire un Caf  avrete capito che non è impresa semplice e richiede, oltre alla giusta preparazione, anche un esborso economico ed una buona pubblicità per farsi conoscere ed attirare il maggior numero possibile di aderenti. Una soluzione può essere quella di iniziare a lavorare presso altri professionisti del settore già affermati, in modo da consolidare la propria esperienza e conoscere più gente possibile oppure aprire un Caf in franchising, un’opportunità sicuramente più allettante perché offre la possibilità di risparmiare tempo e soldi.

Sappiamo bene, infatti, che questa formula di un caf in franchising prevede di avere formazione e software gratuiti, assistenza continua sia off che online ed un valido aiuto per farsi conoscere attraverso azioni mirate di marketing sul territorio di riferimento. Fateci sapere la vostra qui sotto!

mercoledì 12 ottobre 2016

Bonus Pensioni 2016 INPS: Tabella, a chi spetta, e quanto si riceve dal 1 agosto prossimo [infografica]

Posted By: stefano rodinò - ottobre 12, 2016
Come funziona il bonus pensioni 2015 dell' INPS? Secondo il calcolo a quanto ammonterà? E chi potrà riceverlo? Ecco la nostra guida che vi spiega tutto quello che cambia dal 1 agosto 2015 nel vostro assegno pensionistico, con anche le tabelle e l'infografica del Sole24ore e del Corriere della Sera per capire subito l'aumento che riceverete. Il Bonus pensioni, come lo ha rinominato Poletti, arriverà in busta paga a partire dal prossimo primo agosto e interesserà circa 3,7milioni di pensionati che sono compresi nella fascia di reddito di chi prende attualmente tra tre e sei volte il minimo INPS. Il bonus oscillerà tra i 278 euro per chi pensioni 5-6 volte il minimo e i 750 circa per le pensioni più basse e sarà dato una tantum. Da settembre tornerà una prima indicizzazione per le pensioni (bloccata dalla Riforma Fornero e giudicata poi incostituzionale dalla consulta) e dal 2016 continueranno gli adeguamenti al costo della vita.


Aggiornamento! La tabella completa aggiornata su quanto si riceverà, clicca qui per consultarla.

Bonus Pensioni 2016, quanto si può ricevere dal 1 agosto?

La spesa sostenibile da parte del Governo è di circa 2 miliardi di euro, e per questo motivo i rimborsi e il bonus può considerarsi parziale e non completo, e sarà scaglionato per quote. Nell'immagine qui affianco (cliccando sopra si ingrandirà) trovate l'infografica del Sole24ore che spiega come funzionerà il Bonus e di che importo sarà in base a quanto prendete attualmente di pensione. Nella parte a destra della tabella troverete anche la rivalutazione annua delle pensioni con quanto sarà l'aumento mensile e annuale oltre al bonus una tantum del 1 agosto 2015. Ricordiamo che i sindacati non sono completamente soddisfatti di questi numeri, perchè come ricorda Carla Cantone della Cigil: "Non basta un bonus una tantum per sanare gli arretrati perché così si restituisce solo il 30% del dovuto. I governi hanno prelevato dalle tasche dei pensionati 16 miliardi di euro in quattro anni e nessuno sa dove siano finiti mentre alle grandi rendite non è stato chiesto nulla”

Tabella rimborso Pensioni inps: Ecco il bonus e quanto si sarebbe preso se fosse integrale

Se volete sapere invece quando guadagnerete una volta andati in pensione potete legger la nostra guida allo strumento INPS "la mia Pensione". Tornando ai rimborsi, anche il Corriere della Sera ha pubblicato una sua infografica molto interessante, dove si può vedere quanto sarebbe la pensione attuale senza il blocco dell'indicizzazione voluto dalla Fornero, e quanto invece sarebbe il rimborso netto per i pensionati se fosse dato integralmente. In fondo alla tabella potete vedere anche gli esempi di quanto si riceverà di Bonus pensioni in base al proprio reddito. per tutti gli aggiornamento sulle pensioni vi invitiamo a cliccare segui sulla nostra pagina facebook!

Clicca la tabella per ingrandire

Pensione Anticipata

Riforma Pensioni 2015

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